Visitare i luoghi storici di Londra tramite la Realtà Aumentata

Il Museo di Londra ha lanciato la prima applicazione per la Realtà Aumentata dedicata al turismo: Streetmuseum.

Grazie a questo software, disponibile al momento solo per iPhone, è possibile rivivere alcuni momenti storici della capitale inglese direttamente nei luoghi in cui sono avvenuti,  potendone vedere le immagini e paragonandole alle attuali, avendo così una diretta percezione di come sia cambiata Londra.

Il funzionamento è molto semplice: basta individuare sulla mappa uno dei punti “storici” della città, quindi andare nella via indicata e scattare una foto. A questo punto il software ci farà vedere una fotografia della vecchia Londra e, se disponibile, dell’evento accaduto in quella strada.
Inoltre, sarà possibile avere una descrizione dettagliata dell’evento e delle conseguenze storiche che ha avuto.

Ecco alcuni esempi:

 

Posted in News at luglio 23rd, 2010. No Comments.

Felicity: un nuovo concetto di città

Si è aperto il concorso internazionale di graphic design, Change your city, change your life, che si propone di stimolare le riflessioni sul tema della vita nella società urbana e su come possa essere migliorata attraverso la ricerca di nuove forme e mezzi espressivi. Attraverso il bando del concorso, disponibile in 12 lingue, i partecipanti avranno infatti l’opportunità di immaginare ed esprimere i propri progetti innovativi pensati su misura per i centri urbani attraverso il mezzo grafico. I progetti (70×100), pervenuti sul sito del concorso www.felicityproject.itentro il 31 luglio 2010, saranno valutati da una giuria di grafici e architetti che collaborano a progetti in ambito sociale legati allo sviluppo ecosostenibile delle città. Le migliori 40 opere entreranno a far parte della rosa dei vincitori e diventeranno protagoniste della mostra Felicity che si terrà a Venezia durante il mese di ottobre 2010. Felicity è un progetto no profit ideato da “co.me, studio di digital design di Treviso”.

Posted in News at luglio 23rd, 2010. 1 Comment.

Mercato Bcube firma per Diesel la declinazione locale

Nuovo incarico di prestigio per Bcube, l’agenzia indipendente di Publicis Groupe di cui è ceo Francesco Bozza, che è stata incaricata da Diesel di declinare a livello locale il concept della pluripremiata campagna “Be Stupid” ideata da Anomaly con il Creative Team interno del gruppo. Non si tratta di una notizia ufficiale, ma desumibile dal materiale postato sulla pagina dell’agenzia su Facebook, che indica anche come firmatari della campagna stessa, oltre allo stesso Bozza come direttore creativo esecutivo, Alessandro Sabini come direttore creativo, Federico Bonenti come copy e Marco Cantalamessa come art. Il mezzo prescelto, come si può già vedere in molte città italiane, è l’esterna, con i vari manifesti che propongono una versione dialettale e quindi decisamente divertente e vicina ai consumatori, dei concept “Be Stupid”. La creatività della campagna autunno-inverno 2010 è pianificata da OMD a Milano, Bergamo, Torino, Napoli, Reggio Calabria e in altre città. Tra l’altro, da parte dell’azienda – in cui è entrato recentemente Sauro Mariani, già responsabile marketing e comunicazione di Mtv Mobile, e che è alla ricerca di un nuovo partner globale dopo la conclusione del rapporto con la citata Anomaly – potrebbero esserci altri incarichi per Bcube, per ora almeno in termini di ulteriore declinazione della campagna “Be Stupid”.

Posted in News at luglio 21st, 2010. No Comments.

A spasso nel tubo

Un fenomeno che dà da pensare è non solo la larga presenza, ma soprattutto la popolarità che raggiungono, su You Tube, i video dedicati all’arte di strada, che in molti casi superano le centinaia di migliaia

non di rado i milioni di visualizzazioni: come questo making of di un graffito mitico, Crevasse o “Crepaccio”

o le opere ormai notissime di blu, l’artista e/o collettivo anonimo bolognese
www.blublu.org
che usa il linguaggio della street art per video sempre più sofisticati (e qualche volta pretenziosi). Ma quello che mi interessa non è discutere le qualità e i difetti di questo o quell’artista di strada, se vi fate un giro deciderete voi le vostre preferenze.
Quando You Tube è nato, meno di cinque anni fa, l’idea era soprattutto quella di una specie di grande social network degli scambi di video, un po’ come flickr per le foto. Poi è diventato la più grande (e in crescita) videoteca del mondo, con una collezione spaventosa di film, brani televisivi, trailer, canzoni più o meno tradotte in video. Ma sempre di uno schermo si trattava, prolungamento della sala cinematografica, del televisore, al limite del quadro. Il successo imprevisto delle forme d’arte di strada non ci dice solo quello che solo i reazionari di tutte le risme non stanno capendo, cioè che “scrivere” gli spazi urbani è una delle espressioni-chiave non solo e non tanto della cultura giovanile quanto di una sensibilità estetica che non accetta più nessuna separazione tra luoghi del bello e luoghi del vivere. Ci dovrebbe far capire che portali come You Tube sono sempre meno delle videoteche, sempre più dei veicoli per muoversi, coi sensi all’erta ma con una disponibilità ininterrotta a farsi distrarre e sorprendere, in un mondo di immagini che viviamo come una sorta di immensa metropoli. Dove non ci sono più immagini statiche, anche perché le immagini oltre che con gli occhi e con le orecchie le frequentiamo grazie alle mani. Tutta la comunicazione è, almeno tendenzialmente, outdoor.

Posted in News at luglio 17th, 2010. No Comments.

Diesel, Be Stupid anche in dialetto

La creatività della campagna Be Stupid autunno-inverno 2010  si declina oggi nei dialetti delle principali città d’Italia come Milano, Bergamo, Torino, Napoli, Reggio Calabria e altre ancora. Con questa comunicazione Diesel vuole raggiungere l’obiettivo di comunicare a tutti il messaggio ‘Be Stupid’ e per farlo ha scelto di passare dall’inglese al dialetto, avvicinandoci così alle realtà locali e creando sempre più prossimità con il consumatore.

Posted in News at luglio 16th, 2010. No Comments.

Mini : la comunicazione esterna non ha più limiti e sfida anche la forza di gravità.

Posted in News at luglio 1st, 2010. No Comments.

da Be Stupid a Be intelligent


“Only stupids can be truly brilliant”. Questo, più o meno, il senso del nuovo “manifesto pubblicitario” lanciato dal marchio italiano di streetware Diesel. Un’esortazione, quella dell’azienda di Renzo Rosso, a rivalutare la stupidità nei suoi aspetti positivi, tra cui l’inclinazione al coraggio che accomuna coloro che si dimostrano meno riflessivi ma più inclini a buttarsi nella mischia. Più creativi, dunque, per azioni anticonvenzionali.

La campagna Be Stupid, curata dall’agenzia Anomaly, trova il suo momento più divertente nel “Be Stupid: Recruiting”, una sorta di ingaggio del cretino riservato all’autocandidatura di toccatelli e creativi (confine labile da valutare secondo parametri molto personali!). Dopo il salto, un’immagine dai manifesti pubblicitari, forse un po’ meno patinati (o più istintivi e più quindi più stupidi?) di quanto ci ricordassimo nelle precedenti edizioni.

…Risponde Piazza Italia con la nuova campagna Be intelligent… che invita invece ad aprire ad aprire gli occhi e a non farsi prendere in giro, dando il giusto valore alle cose.

chi avrà ragione?

Posted in News at luglio 1st, 2010. No Comments.

E’ forte la spinta di creatività per il 75% degli italiani

Roma, 7 giu. (Labitalia) – La spinta alla creatività, in Italia, è forte e marcata e contraddistingue, nel complesso, oltre il 75% degli italiani. E’ quanto emerge dall’indagine socio-economica ‘Italia e creatività: padri analogici e figli digitali, condotta dalla SWG per conto della Camera di Commercio di Roma, focalizzata sulla propensione degli italiani al cambiamento e allo sviluppo dello spirito creativo e presentata oggi a Roma. Il 32% degli intervistati ha un forte spirito creativo, che si esprime in un approccio dinamico e attivo, aperto e costruttivo.

A questo dato si aggiunge un altro 42,5% che dimostra di avere una buona spinta creativa, pur non riuscendo a esprimerla compiutamente per paura del rischio, per routinarietà, ma anche per mancanza di spinta e di competenze. Solo il 25,5% appare nettamente chiuso a qualunque forma di spinta innovativa.L’82% degli intervistati si dichiara curioso e pieno di interessi e il 50% è propenso allo scambio di idee e competenze. Il 58% degli intervistati dimostra di avere voglia di cimentarsi con temi e aspetti sempre nuovi e il 64% appare dotato di una spinta al cambiamento. Il 43% degli intervistati si definisce reattivo, pronto a far fronte alle trasformazioni con elasticità e spirito di cambiamento, mentre un altro 47% rimane oscillante. Solo il 10% è tendenzialmente rinunciatario e disfattista.

Quali sono i fattori che limitano e frenano la creatività nel nostro Paese? Secondo l’indagine della Camera di Commercio di Roma, la gerarchia è il principale killer (39%), seguito dallo stress e dalla pressione temporale (35%) e dalla routine (30%). Anche altri due fattori giocano un ruolo frenante: la scarsa motivazione (30%) e la paura di sbagliare (29%).

I freni della creatività, in Italia, appaiono, pertanto generati dal comportamento delle persone, specie dai superiori, da chi detiene, a vario titolo, il potere (economico, aziendale, sociale e politico). A esso si lega, specie nell’universo produttivo e formativo, la scarsa attenzione al clima interno, all”ambient’ di lavoro o di studio. Non solo. La ricerca riconduce in luce anche quanto pesino, tra i freni alla creatività, il clientelismo e il baronismo, specie per l’attitudine a non riconoscere e premiare i meriti.Oltre a questi fattori, ci sono altri elementi individuali che agiscono da freno alla creatività e che possiamo rubricare sotto il titolo del ‘trittico delle paure’: il timore di sbagliare, il timore di essere mal giudicati, il timore di non essere capaci. Elementi che richiamano con forza l’importanza di un ‘ambient’ aperto e tollerante e dell’assoluta e strategica valenza dei percorsi formativi.
Le donne appaiono complessivamente più frenate degli uomini nell’espressione della propria creatività. Il 46% teme le conseguenze di eventuali errori, il 41% ha paura di esporsi e di essere malgiudicata, il 41% dichiara di sentirsi costantemente osservata e controllata, il 39% dubita delle proprie capacità di riuscita; tutti aspetti su cui le percentuali di riconoscimento maschile sono più basse, oscillando tra il 34% e il 28%.

I 18-24enni appaiono come la generazione più frenata in termini di creatività e innovazione e subiscono forti blocchi, legati alle paure e all’insicurezza individuale, in misura maggiore anche rispetto alla generazione immediatamente successiva (25-34enni).

Inoltre, la metà dei 18-24enni si sente demotivata ancor prima di iniziare; il 49% si descrive già appiattito e narcotizzato dalla routine e dalla tendenza a seguire gli schemi diffusi; il 43% si confessa affetto da pigrizia. La fascia dei 25-34enni si pone esattamente a cavallo delle generazioni che la seguono e la precedono, poiché contiene in sé quell’amalgama di insicurezza, demotivazione e pigrizia che esplode dirompente tra i giovanissimi.

L’indagine della Camera di Commercio di Roma ha fatto il punto anche su cosa possa stimolare la crescita. Gli italiani costruiscono una specie di pentagono della propulsione alla creatività: la scoperta, ovvero l’accesso a nuove informazioni, dati e conoscenze (48%) e l’ambiente in cui le persone vivono e operano (48%); la formazione (47%); la possibilità di avere dei ‘maestri’ (43%); il riconoscimento del merito e la ricompensa per l’atto creativo (42%); l’ambizione individuale (41%).
Per gli italiani del 2010, innovazione e afflato creativo sono determinati soprattutto dalla preparazione e dalla competenza (51%), definite come fondamentali. Determinanti appaiono, inoltre, la creatività e la capacità di innovazione (36%), le conoscenze (34%) e le capacità relazionali (33%), oltre a fattori quali determinazione e spirito di sacrificio (32%). Corollari sono poi la capacità di adattamento (29%) e la fortuna (28%). Tra gli elementi ritenuti utili vi sono aspetti quali la mancanza di scrupoli (13%), lo spirito di competizione (11%) e la velocità (9%).
fonte
Posted in News at giugno 10th, 2010. No Comments.

Germanwings vs EasyJet, guerrilla on board

Lo scorso 22 aprile si sono ‘infilrtrati’, sul volo easyJet da Amburgo a Basilea, ben sei “KAMIKAZE“. Introdotti, ovviamente, dall’agenzia LLR di Amburgo, che hanno una volta saliti a bordo cominciato la loro azione: davanti agli attoniti passeggeri e ormai ancha ad oltre 80.000 utenti di You Tube, hanno praticamente sbeffeggiato la loro compagnia rivale con cartelli provocatori sui servizi offerti dalla stessa easyJet, con tanto di dulcis in fundo, la promozione del volo ad un costo più vantaggioso.


Posted in News at maggio 5th, 2010. No Comments.

Bag is now

Vi è mai capitato di realizzare un riciclo creativo? E non mi riferisco al solito regalo di Natale riciclato ad un amico o un parente… parlo proprio di recuperare all’ultimo momento un oggetto ormai destinato alla spazzatura, per riportarlo a nuova vita, sotto nuove forme.

Esempio piuttosto comune: una tazza che diventa un portapenne. Oppure, vecchie tendine che si trasformano in centrotavola o copricuscini (o entrambi). Ancora: buttare giù un armadio e usarlo come base per il vostro letto (lo so, questo è un caso meno comune, ma io l’ho fatto una volta e ci tengo a testimoniarlo!). Insomma, il concetto è che non ci sono limiti alla fantasia. Del resto, la fisica ci insegna che nulla si crea e nulla si distrugge, ma tutto si trasforma. E dunque, tutto si può riciclare.

Ma aldilà delle nostre attività di riciclo casalingo, la faccenda si fa ancora più interessante quando anche un’azienda come Vodafone decide di dedicarsi all’arte del riciclo creativo. Ovvero, creare qualcosa di nuovo da vecchi oggetti pescati dal cestino dei rifiuti. E qui la domanda sorge spontanea: che cosa c’è nel cestino di Vodafone? Sicuramente, qualcosa di grande. Ok, ma grande quanto? Beh, diciamo… 6 metri per 3.
Esatto, sto parlando dei cartelloni pubblicitari che vediamo in giro per le nostre città. Si dà il caso, infatti, che quei cartelloni siano realizzati con un materiale simile alla plastica ma ancora più versatile: il PVC (per gli amici “cloruro di polivinile”). E che facciamo, vogliamo buttarlo via, tutto questo bendidio? No, certo che no.

Finora, i cartelloni pubblicitari Vodafone da dismettere venivano correttamente smaltiti attraverso società specializzate. Ma si sa: riciclare, è meglio che smaltire. E come si riciclano i cartelloni 6×3? Per cominciare, si tirano giù dai loro trespoli. Dopodichè, si lavano per bene – con detersivi rigorosamente ecologici – per togliere via macchie, polvere, smog, e simili. Una volta asciutti e puliti, possono essere tagliati e ricuciti in modo da dare vita a nuovi oggetti, pronti all’uso.
Come questi!

Vodafone

Ebbene sì: queste deliziose borsette sono state, un tempo, delle  pubblicità Vodafone. E anche le loro cinghie hanno avuto una vita precedente: cinture di sicurezza, per la precisione.

E si tratta di borsette davvero esclusive: infatti, ognuna è diversa dall’altra nei colori, che dipendono ovviamente dal “taglio” del cartellone. Non ne esistono due uguali, insomma. Per realizzarle, Vodafone si è affidata a Oggetto Continuo e Billboard, due societa’ specializzate proprio nell’arte del  riciclo dei cartelloni pubblicitari per la produzione di oggetti di utilizzo comune.

Adesso vi starete sicuramente chiedendo: come faccio ad avere queste borse così esclusive? Per adesso le trovate solo a Milano, nello spazio MyFuture inaugurato oggi (!) in Corso Garibaldi. I prezzi variano da 25 a 35 euro, a seconda del modello scelto tra i 4 disponibili. E il ricavato andra’ a favore di MyFuture, l’iniziativa di Vodafone che, come sappiamo, vuole coprire con i pannelli fotovoltaici le scuole italiane per tutelare l’ambiente e risparmiare energia.

E se non passate a Milano?  Le borse possono essere vinte. L’idea infatti è quella di utilizzare le borse in PVC “targate” Vodafone come premi da mettere in palio per futuri concorsi e giochi a premi.. a proposito, avete suggerimenti? Chissà, magari qualcuna finirà anche in palio qui sul vodafone lab!

Posted in News at maggio 5th, 2010. No Comments.