fonte: www.etribuna.com
L’Esposizione Universale di Shanghai 2010 (1 maggio – 31 ottobre) sarà la grande occasione per esplorare il potenziale delle città nel 21° secolo, un momento significativo alla scoperta dell’evoluzione dei centri urbani e del concetto di civilizzazione del nostro Pianeta. Per 184 giorni Shanghai
sarà polo di attrazione per governi e persone di tutto il mondo. Prima esposizione universale incentrata sul tema della città, Shanghai 2010 metterà a confronto esperienze diverse di sviluppo, conoscenze avanzate sull’urbanistica e nuovi approcci all’habitat umano (stili di vita innovativi, nuove condizioni di vita) al fine di incoraggiare e promuovere uno sviluppo sostenibile dei centri urbani.
Il tema
“Better City, Better Life”, tema dell’Esposizione Universale di Shanghai, rappresenta un obiettivo comune a tutto il genere umano: una vita migliore nel futuro sviluppo delle città del pianeta. “Better City, Better Life” esprime l’interesse della comunità internazionale per le strategie di urbanizzazione e di sviluppo sostenibile. L’aspettativa di una vita migliore ha attraversato tutta la storia del genere umano. L’Expo 2010 è un’occasione per suggerire risposte, proporre modelli di città del futuro e stili armoniosi di vita urbana. Soluzioni, idee, progetti che saranno presentati ai visitatori di tutto il mondo in modo coinvolgente e suggestivo.
Il tema “Better City, Better Life” sarà declinato intorno a 5 sotto argomenti: Integrazione di diverse culture; Prosperità economica; Innovazione tecnologica; Rimodellamento delle comunità; Interazione tra aree urbane e campagna.
L’Expo Shanghai 2010 non sarà solo una vetrina dove offrire al vasto mercato cinese il meglio del Made in Italy: sarà, soprattutto, una grande occasione di comunicazione e promozione per le imprese italiane, un appuntamento preparato con iniziative di rafforzamento della presenza italiana a livello economico e commerciale. La Cina rappresenta un interlocutore strategico con il quale puntiamo a migliorare il nostro interscambio commerciale. Per questo, obiettivo del Commissariato Generale del Governo è utilizzare questo importante appuntamento per attuare una promozione articolata, aiutando le imprese italiane a essere protagoniste attive dell’Esposizione.
IL PADIGLIONE ITALIANO: “LA CITTA’ DELL’UOMO”
L’idea ispiratrice del progetto del Padiglione Italiano – scelto da una qualificata giuria di esperti dopo una selezione tra 65 progetti pervenuti – è coniugare la capacità italiana del vivere e gestire al meglio gli spazi tradizionali di aggregazione sociale – piazze, vicoli, piccoli borghi – con l’innovazione di una ricerca scientifica sempre più interessata ad utilizzare materiali eco-compatibili, rispettosi dell’ambiente, proiettati verso il futuro. Coerentemente, del resto, con il tema stesso dell’Expo.
Il Padiglione italiano è una vera e propria città in miniatura, con un riferimento culturale preciso a quella che ospiterà l’Expo ma soprattutto al carattere composito del nostro Paese: parla degli italiani, della loro creatività e della cultura millenaria.
Progettato dall’Architetto Prof. Giampaolo Imbrighi e dai suoi Associati, il Padiglione illustra i valori culturali italiani senza dimenticare quelli del paese ospite, con un omaggio alla città di Shanghai e al famoso gioco che prende il suo nome.
Il progetto propone, infatti, un edificio che integra 3 aspetti fondamentali:
un marcato riferimento alle specificità territoriali, alla poliedricità di usi e costumi della popolazione italiana e di quella cinese, entrambe afferenti ad una unica realtà nazionale di grande tradizione; la tradizione urbana: la corte e i vicoli, le tipiche costruzioni di molte città cinesi – ad esempio Shanghai (Shikumen) – come nella tradizione dei borghi italiani; l’acqua quale riferimento essenziale alla fonte di sostentamento, vita e sviluppo delle popolazioni e dell’industria.
Punti di forza: Estrema funzionalità: per sei mesi sarà in grado di attrarre, accogliere e sorprendere un gran numero di visitatori; Qualità architettonica ricercata: unisce tradizione e innovazione, in armonia con il principio del funzionamento bioclimatico ed ecosostenibile; Ritorno d’immagine: una grande vetrina per le eccellenze italiane.
Caratteristiche architettoniche
Il disegno del Padiglione presenta una pianta quadrata di 3.600 mq metri per un’altezza di 18 metri; l’edificio possiede una divisione in più corpi di dimensioni diverse e irregolari collegati da strutture-ponte in acciaio che lasciano intravedere i ballatoi di collegamento. Il progetto soddisfa sul piano strutturale l’esigenza di essere poi eventualmente smontato e ricostruito in dimensione ridotta in un’altra area della città.
Materiale innovativo
L’edificio è lambito su tre lati da una lama d’acqua che lo riflette esaltandone gli effetti luminosi naturali. La luminosità della struttura si riproduce anche all’interno non solo attraverso feritoie che evocano i vicoli stretti tra i palazzi delle città, ma anche grazie all’impiego di cemento trasparente, un materiale poliedrico di recente creazione. Tale prodotto genera un duplice effetto architettonico: una percezione notturna dall’esterno della vivacità delle azioni contenute all’interno e una presenza dell’atmosfera esterna, durante il giorno, percepibile all’interno. La superficie del Padiglione apparirà in parte diafana e in parte trasparente con facciate formate da cristalli autopulenti.
Funzionamento bioclimatico
Il Padiglione è pensato come una “macchina” dal particolare funzionamento bioclimatico con l’obiettivo di un significativo risparmio energetico. Gli elementi fotovoltaici integrati nei vetri delle coperture esterne garantiranno un effetto schermante dalle radiazioni, mentre il progetto illuminotecnico dell’edificio mira non soltanto a scandire gli spazi, ma anche a favorire il risparmio di energia.
Il contributo delle imprese italiane
Il Padiglione non è solo e semplicemente un notevole esempio di qualità architettonica e progettuale – è stato premiato come miglior costruzione a Shanghai realizzata nel 2009 – è anche un eccellente esempio concreto e permanente dei livelli raggiunti dalla tecnologia edile raggiunta dai progettisti e dalle imprese italiane.
L’edificio è stato realizzato con i migliori materiali, frutto della ricerca e della capacità creativa e d’innovazione delle aziende italiane. È stato costruito al 100% con materiali Made in Italy, portati appositamente dall’Italia.
FILOSOFIA DEL PROGETTO
L’Italia ha prodotto una civiltà essenzialmente urbana. Dalle città italiane è nato un modello culturale che ha profondamente influenzato lo sviluppo delle società occidentali e del mondo. Già in età romana l’elaborazione della duplice nozione della città come “urbs”, ovvero luogo fisico dell’insediamento umano complesso, e come “civitas”, ovvero comunità di individui legati dal vincolo razionale delle leggi, ha posto le basi di una concezione dell’agglomerato urbano ancora molto attuale.
Nella tradizione italiana, la città si e’ quindi affermata come l’insieme dei soggetti che appartengono ad uno spazio per il quale essi sviluppano un attaccamento che è amor patrio in nuce e che stimola un fenomeno virtuoso di partecipazione, solidarietà e dinamismo.
La città è originariamente circoscritta da muraglie difensive e distinta sia da altri luoghi, le cui genti parlano altre lingue e sono quindi barbari, sia dal territorio agreste delle selve dove vivono i selvaggi. E poiché nell’esperienza antica barbari e selvaggi non partecipano attivamente del processo della civilizzazione, questo risulta principalmente dall’elaborazione che del progresso fanno i cittadini. Del resto, la parola “civiltà” ha la medesima radice etimologica del termine “civitas”.
L’evoluzione della storia d’Italia ha confermato alla città il ruolo di motore dello sviluppo della nazione ed ha visto piccole entità urbane assurgere al ruolo di potenze mondiali (Venezia, Firenze, Amalfi, Genova, Urbino, Pisa, Mantova, ecc). Caratteristica fondamentale delle civilissime ed influenti città italiane del Rinascimento non è mai stato il territorio, ne’ il numero degli abitanti, ne’ la capacità offensiva, ma la coesione e il sistema di regole che ha unito i cittadini e che ha favorito la creazione di società armoniose, di economie fiorenti e di culture raffinate.
Anche in epoca più recente, la connotazione territoriale dei distretti industriali italiani, che hanno tanto contribuito allo sviluppo economico post-bellico, costituisce un’ennesima manifestazione della forza aggregante del contesto urbano. Un contesto che è fucina di esperienze, di progettualità, di sperimentazione, ma anche luogo di condivisione del benessere, del progresso, della qualità della vita. In sostanza, le “grandi” città sono, nell’ottica italiana, non tanto città di ampie dimensioni quanto piuttosto città sostenibili che offrono ai residenti le migliori condizioni possibili di sviluppo, che ne soddisfano le esigenze, che ne esaltano il potenziale; città plasmate a misura d’uomo; città vivibili e stimolanti; città belle ed efficienti in cui si vive felicemente.
Ma le città sono organismi viventi che mutano in continuazione riflettendo lo stato della società che le esprime. Il progressivo inurbamento dei popoli del pianeta pone ora in maniera drammatica la questione del futuro delle città e, mentre appare necessario interrogarsi sull’ineluttabilità di tale fenomeno, occorre raccogliere la sfida posta dalla tendenza in atto per orientare lo sviluppo delle città in senso positivo.
Le grandi città che crescono rapidamente con l’obbiettivo primario di dare alloggio ai nuovi abitanti, comportano costi sociali ed ambientali intollerabili, sia per motivi logistici, connessi all’adeguamento di infrastrutture e servizi, sia per motivi sociologici e psicologici, legati all’integrazione dei nuovi cittadini nel tessuto urbano.
Per rendere la megalopoli umana e bene accetta ai propri abitanti, sono oggi disponibili sofisticati strumenti non solo di tipo scientifico e tecnologico, ma anche politico-amministrativo e culturale. Ad architetti e urbanisti sono quindi richiesti progetti di edifici e di centri abitati che esaltino l’impiego di tecniche costruttive innovative ed eco-compatibili; che suggeriscano un uso ragionevole delle risorse, con particolare riguardo all’acqua ed all’energia; che contribuiscano alla creazione di habitat accattivanti sotto il profilo estetico e funzionale. Dai manager pubblici che devono affrontare le nuove problematiche dell’accessibilità, della multiculturalità e della sicurezza, si aspettano infrastrutture e servizi sociali che garantiscano a tutti i cittadini lo stesso livello di mobilità, salute, educazione, opportunità di lavoro.
Dal pensiero prodotto in Italia nei secoli sul tema della città ideale emergono ancora validi spunti: emerge, soprattutto, il suggerimento di tener conto allo stesso tempo degli aspetti materiali della società urbana e delle ambizioni astratte dei pensatori che si interrogano sul meglio e sul futuro.
In tale ottica, uguali dosi di fantasia e di concretezza sembrano utili ad produrre una sintesi tra pianificazione ed utopia che consenta di sostenere la pressione delle dinamiche di urbanizzazione in questo scorcio del terzo millennio.
L’interesse del caso italiano risiede nella sintesi che si è prodotta tra il retaggio culturale e la qualità creativa dell’ingegno, da un lato, e i progressi della scienza e della tecnologia, il fervore della ricerca, la capacità di innovazione, dall’altro. Nel Padiglione italiano a Shanghai, esempio di architettura sostenibile e di tecniche costruttive d’avanguardia, saranno in mostra le novità più sofisticate del sistema produttivo nazionale nei settori relativi all’organizzazione dell’ambiente urbano: dai nuovi materiali da costruzione alla domotica, dai trasporti non inquinanti alla produzione di energia rinnovabile, dalle tendenze emergenti del design industriale alle potenziali applicazioni delle nanotecnologie, ed altro.
L’Italia è inoltre interessata a condividere l’esperienza delle proprie città che si sono mantenute vitali attraverso i millenni e che hanno ripetutamente fronteggiato il duplice problema di conciliare il rinnovamento urbano con la tutela dell’eredità storica e di garantire un rapporto corretto e produttivo con il territorio extra-urbano. Sotto questo profilo l’Italia, che è favorita da un pregevole ambiente naturale e dispone di un immenso patrimonio artistico, offre un incomparabile laboratorio di idee del quale l’esposizione universale del 2010 permetterà di esporre i risultati più significativi.
Nella città futura, estesa e densamente popolata, si prospetta l’esigenza di assimilare i nuovi insediamenti periferici, di inserirli nella rete globale delle comunicazioni, di renderli sostenibili attraverso l’impiego di tecnologie innovative ed eco-compatibili, di garantire la fruibilità dell’offerta culturale al fine di favorirne la partecipazione alla vita della comunità. Esistono gli strumenti scientifici ed economici che possono consentire di controllare e mettere a profitto la variabile dimensionale delle nuove città, ma solo se la filosofia dello sviluppo urbano si fonda sul rispetto della natura umana e mantiene come motivo centrale l’uomo, la sua dignità e le sue ambizioni.
GLI SPAZI DEL PADIGLIONE ITALIANO
Il piano terra ospita la mostra permanente curata dalla Triennale di Milano con 5 sale espositive dedicate alla rappresentazione iconica del Made in Italy ed un Laboratorio “del fare” in cui sono all’opera artigiani italiani; una sala è dedicata alla presentazione di Expo Milano 2015.
Al primo piano sono presenti: 3 sale temporanee destinate a mostre d’arte, enti locali che rappresentano le proprie eccellenze territoriali, la promozione delle filiere industriali di eccellenza.
Nel Padiglione sono previsti inoltre un auditorium da 127 posti, 2 ristoranti, un gift shop e spazi per uffici e sale VIP.
I CONTENUTI DELLA PARTECIPAZIONE ITALIANA
Saper unire tecnologia avanzata e design, trovare una sintesi tra abilità e sapienza artigianale, integrare al meglio cultura del cibo e territorio, arte e scienza, storia e futuro: sono questi i punti di forza de “La città dell’uomo – vivere all’Italiana”, il concept ideato insieme alla Triennale di Milano – Partner del Commissariato Generale del Governo per l’Expo di Shanghai – con cui l’Italia si racconterà al mondo in occasione dell’Expo di Shanghai 2010.
Una “Città dell’Uomo” quindi dove i concetti di better city e better life trovano un terreno comune di dialogo attraverso l’ingegneria e l’urbanistica sostenibile, le infrastrutture ecologiche e l’architettura, il restauro e i progetti di welfare sociale; ma anche attraverso alcune punte di eccellenza nostrane come la moda, il cibo e la cultura. Una vera e propria città in miniatura, a cui è stato indispensabile trovare un modello “narrativo” unitario che sapesse raccontare al meglio il nostro Paese, individuando i motivi profondi della propria originalità con una particolare attenzione alla qualità della vita – vivere all’italiana.
LA MOSTRA PERMANENTE: VIVERE ALL’ITALIANA
Al piano terra del Padiglione sarà allestita una mostra permanente. Il primo piano invece sarà animato da eventi, mostre temporanee e presentazioni dedicate alle Regioni, ad alcune città italiane e a settori industriali.
Il concept della mostra permanente è, appunto, “La città dell’uomo – Vivere all’italiana”.
Il progetto espositivo della mostra permanente punta a creare un percorso suggestivo e coinvolgente per i milioni di visitatori attesi nel Padiglione. L’itinerario della mostra si snoda lungo gli spazi del piano terra del Padiglione e segue una precisa trama narrativa basata sul macrotema dell’Expo Better City, Better Life, illustrando la ricchezza e la varietà dei contributi che l’Italia dà al tema centrale dell’Expo, raccogliendo i diversi stimoli tematici in un quadro unitario, promuovendo il trasferimento dell’eccellenza italiana nelle sue componenti produttive, formative e culturali.
La modalità scelta per la mostra ricorda lo scenario di un film: carico di emotività, vivo e di forte impatto. L’intento è quello di offrire un’immagine delle nostre città e dello stile di vita “all’italiana” nel contesto urbano, mostrandone le evoluzioni e le tendenze, ma anche i risultati economici e industriali, gli aspetti storici e culturali. Lo sviluppo narrativo e gli oggetti in esposizione possono essere apprezzati a vari livelli: facilmente comprensibili per il pubblico, intriganti per i visitatori più preparati, attraenti per le giovani generazioni. Una precisa scelta, infatti, è stata quella di pensare a un modello espositivo in grado di garantire a tutti i visitatori, indipendentemente dal loro livello di preparazione e d’interesse, l’adeguato approfondimento dei temi e degli oggetti esposti. La mostra sarà godibile anche senza una particolare conoscenza della cultura italiana e, al tempo stesso, sarà ricca di spunti anche per i visitatori più colti.
LE SALE ESPOSITIVE DELLA MOSTRA PERMANENTE
Foyer d’ingresso al Padiglione
Il foyer d’ingresso al Padiglione sarà allestito con un’imponente realizzazione scenografica (una ricostruzione del Teatro Olimpico di Vicenza, capolavoro Palladiano e patrimonio dell’UNESCO) che introdurrà i visitatori alla mostra.
Sulla sinistra dell’ingresso, un corridoio conduce alla grande piazza centrale del Padiglione, nella quale le scale mobili portano ai livelli superiori, dove sono collocati i ristoranti, la biblioteca, l’auditorium e le aree dedicate alle mostre temporanee.
Sala 1: I-MOTION
La camera delle meraviglie sarà dedicata alla conoscenza e alla creatività, al genio italiano e alla declinazione di questa genialità nel presente.
In questa stanza saranno collocate le “icone” dell’industria motoristica italiana, dall’Isotta Fraschini alla Ferrari e le moto Aprilia.
Corridoi: PAESAGGI ITALIANI (LED WALL)
Come segno della profonda interazione tra aree urbane e rurali, una serie di led-wall alti e stretti, nei quali scorreranno immagini in movimento delle varietà paesaggistiche italiane a ciclo continuo, saranno incassati nelle pareti lungo i corridoi. Questi scenari in movimento si focalizzeranno sul paesaggio ma anche sui processi industriali e le procedure creative applicate in Italia nei diversi settori di pertinenza dell’Expo, dalla domotica e robotica all’artigianato tradizionale.
Sala 2: I-THE MAKING OF
La sala 2 sarà dedicata ad un laboratorio dove artigiani di straordinaria bravura saranno al lavoro per mostrare le abilità e le tecniche necessarie per raggiungere l’eccellenza. All’interno di questo spazio infatti saranno riprodotti laboratori e botteghe di restauro nei quali sarà possibile comprendere e sperimentare, attraverso l’osservazione del lavoro quotidiano lo stretto rapporto che nel “fare italiano” lega arte e tecnologia.
La sala 3 è dedicata all’industria, dove verranno rappresentati diversi settori industriali.
Sala 3: I-ARCHITECTURE
La sala 3 accoglierà opere d’arte in scala del contributo italiano alla scena dell’architettura, dalla tradizione – le grandi opere architettoniche e ingegneristiche dell’antica Roma – alle proposte per il futuro: il ponte sullo stretto di Messina.
Sala 4: A BITE OF ITALY
Il cibo è un elemento importante che rientra a pieno titolo nel concetto di better life. Nella sala 4 verrà raccontato il tema dell’armonia tra salute, corpo e spirito. L’esposizione mostrerà l’importanza della catena alimentare, la grande industria della produzione e le filiere dell’agroalimentare, la rilevanza della tracciabilità alimentare e della genuinità. Una sala con un pavimento di legno e l’effusione di intensi profumi vedrà l’esposizione di grandi quadri d’autori italiani dedicati alla ricchezza gastronomica italiana. Due istallazioni saranno dedicate alla pasta e al vino italiani.
Sala 5: I-TECH
La quinta sala espositiva, adiacente alla grande corte centrale, è dedicata all’universo delle tecnologie avanzate e mostrerà alcuni progetti e prodotti interessanti riguardanti il tema dell’Expo, dalla domotica alle costruzioni eco-stostenibili, dall’illuminotecnica alle scienze dei materiali, dalle case passive ai migliori progetti in fatto di riciclo domestico.
La Grande Corte Centrale – LA GIOIA DI VIVERE
La corte interna al Padiglione rappresenta lo spazio pubblico della città, un posto dove le persone si incontrano, “si mettono in mostra”, si godono la vita. Moda, musica e arte saranno protagoniste delle pareti della sala. Una gigantesca ricostruzione in scala 1:2 di alcune facce della cupola del Duomo di Firenze sarà in sospensione sopra le scale mobili. Una delle pareti della piazza sarà dedicata alla celebrazione dell’idea di progresso industriale con la sua avanzata inarrestabile: una sorta di metafora della presenza italiana all’Expo 2010, dedicato proprio alla città moderna e alla sua evoluzione in “nuova città che sale”.
LA PARTECIPAZIONE DELLE REGIONI
Alle Regioni italiane viene affidato l’incarico di dare voce alla pluralità della cultura e mettere in vetrina la ricchezza delle eccellenze locali che contribuiscono a definire l’identità comune e la competitività del sistema industriale nazionale nel nuovo scenario globale. Alle Regioni è stato chiesto un contributo coerente e di qualità per presentare la molteplicità delle esperienze acquisite in tema di miglioramento della vita urbana. Grazie alla partecipazione delle Regioni, che si alterneranno per periodi di tempo determinati in mostre a loro dedicate, si potranno apprezzare le tante sfaccettature di un’Italia complessa e sempre diversa. Differenze che sfuggono spesso all’occhio distratto del viaggiatore o del turista che visita il nostro Paese, ma che rimarranno ben presenti a chi visiterà il Padiglione italiano. spesso sconosciuti al grande pubblico.
link utili:
http://en.expo2010.cn/
http://it.sun.com/specials/l/shanghai2010/index.jsp