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Agricoltura urbana e città sostenibili

Nell’ambito del design urbano si aprono molteplici scenari e si progettano nuove soluzioni che rendono i cittadini sempre più protagonisti, attori e fruitori di un nuovo concetto di città. Come ci ha ricordato Alessandro Loro (Head of Innovation & Communication IGPDecaux) nel corso dell’intervento Social Smart Square del nostro palco tematico “Cities: The New Deal” organizzato a Campus Party, la città rappresenta il luogo più adatto per adottare e integrare nuovi modelli e soluzioni.
In questo contesto, l’attenzione all’ambiente e ad un utilizzo consapevole del territorio urbano non sono soltanto argomentazioni astratte perché possono tradursi in un modello di economia sostenibile direttamente impattante sulla vita delle persone.

E la prima ad essere chiamata in causa è appunto la città, spesso considerata un grande tessuto urbano che lascia poco spazio alla natura.
Se è vero che entro il 2030 quasi 5 miliardi di persone vivranno in un contesto urbano, la domanda riguarda allora la possibilità di un’integrazione positiva e quanto più possibile sostenibile tra l’uomo e il territorio.
Ma che cosa significa rendere le città sostenibili e in quali modi è possibile farlo?

LA NATURA E LA CITTÀ

Una delle forme in cui proviamo a rispondere coinvolge il ruolo della natura nei contesti urbani, elemento che può trasformare i cittadini in autori della propria città e co-attori di un suo nuovo modello. Lo stesso concetto di città è quindi plasmabile perché sono molteplici gli utilizzi dello spazio urbano, spazio che rappresenta un bene comune, offre servizi ai cittadini e migliora la loro qualità della vita.
Queste considerazioni ci invitano ad approfondire il rapporto dell’uomo con la città e le modalità di interazione reciproca: tra queste, in particolare, vogliamo portare l’attenzione sugli interventi di agricoltura urbana e gli effetti che questi possono generare.

Se siamo soliti pensare che sono innanzitutto i balconi e le terrazze delle abitazioni ad arricchirsi di piccole coltivazioni di ortaggi o erbe, possiamo tuttavia iniziare a considerare le aree urbane come coltivabili, avvalorando il concetto di città come luogo versatile, aperto a nuove forme di utilizzo e attività che coinvolgono i cittadini.

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AGRICOLTURA URBANA: IL CASO TODMORDEN

Camminare per la città e imbattersi in zone ricche di orti non è poi così usuale, eppure c’è chi ha pensato di trasformare gli spazi urbani in luoghi dove è possibile raccogliere frutta e ortaggi. È accaduto a Todmorden nel borgo dello Yorkshire, a 350 km dalla città di Londra: qui ha preso forma la prima “città commestibile”. L’iniziativa è stata chiamata “Incredible Edible” e ha portato un vero cambiamento nel rapporto delle persone con la città e il suo valore. L’idea è stata di utilizzare tutti gli spazi urbani, anche quelli ai margini della città, per coltivare piante da frutto, erbe e ortaggi, generando piccoli orti messi a disposizione per i cittadini. Il progetto rappresenta il miglior esempio di agricoltura urbana e ha generato importanti effetti dal punto di vista sociale oltre che del territorio.

Partecipando alla coltivazione e al mantenimento degli orti, le persone vengono infatti sensibilizzate ai concetti di città sostenibile e di innovazione da un punto di vista sociale: la vegetazione urbana rappresenta una vera risorsa di benessere e contribuisce al miglioramento della qualità di vita degli abitanti. I cittadini non hanno soltanto a disposizione una risorsa ma ne possono anche usufruire.

Come afferma il Direttore Generale della FAO: “parchi e alberi ben gestiti nelle città e nelle aree circostanti forniscono bei luoghi in cui vivere, cibo e protezione per molte piante e animali, contribuendo a mantenere e accrescere la biodiversità”.

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CONTAMINAZIONI E SVILUPPI

L’idea che ha portato allo sviluppo della “Incredible Edible Todmorden” è nata da due donne locali ma ha presto conquistato l’intera popolazione residente, che ha accolto con entusiasmo l’iniziativa comprendendone i benefici.
Le aree della città sono state arricchite da ben 500 alberi da frutto piantati nei giardini delle scuole, per le strade, nei parchi pubblici e sui marciapiedi, favorendo un’interazione positiva con lo spazio pubblico – cittadino. Questa nuova esperienza di agricoltura urbana si è diffusa a livello mondiale diventando fonte di ispirazione per lo sviluppo di attività analoghe in UK ma non solo.

In Francia l’associazione Vergers Urbains si impegna infatti a rendere le città “commestibili” e coinvolge gli abitanti in progetti che desiderano valorizzare le aree comuni e gli spazi pubblici della città, trasformandoli in luoghi che appartengono ai cittadini.
Le attività dell’associazione francese hanno preso avvio dal distretto di La Chapelle a Parigi con l’obiettivo di promuovere la diffusione di una natura coltivata a servizio dei cittadini, di cui gli stessi cittadini possono beneficiare diventando parte di un modello economico inclusivo.

Il concetto di città sostenibile richiama il rapporto che unisce le persone all’ambiente in cui esse vivono – in questo caso la città – un rapporto che spesso chiede di essere ri-definito a favore di un maggiore radicamento dell’uomo nello spazio urbano.
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PH CREDITS

ilmondoinungiardino.blogspot.com – vergersurbains.org – CITIES: the new deal by JCDecaux – secondowelfare.it – architetturaecosostenibile.it – urbandesignsrl.com – thetimes.co.uk – aboutplants.eu – oggiscienza.it – incredibleediblenetwork.org.uk – theguardian.com – lastampa.it