sec hell hacking security blog local root exploits teknoloji blogu turkish hack blog hack tools

I cartelli stradali diventano arte

A volte un gesto artistico può essere una cosa molto semplice, come aggiungere un segno là dove non c’era, trasformando completamente la percezione di come vediamo un oggetto. Un piccolo intervento per un grande risultato.

Così fa l’artista francese Clet, prende una cosa che tutti conosciamo a memoria, come i cartelli stradali e li trasforma in simpatiche vignette sparse per la città, semplicemente aggiungendovi degli stickers, e senza comprometterne la leggibilità. Molto semplici e integrate con il contesto urbano, questi interventi regalano un sorriso a chi le guarda.

Per Clet ogni città è diversa e bellissima, e non dovrebbe essere banalizzata dalla piattezza dei cartelli stradali, con il suo operato cerca di aggiungere un altro strato di informazione, fornendo un’altra chiave di lettura a ciò che è dato per scontato. Questi cartelli stradali modificati decorano l’arredo urbano e sono ormai sparsi per il mondo, ma soprattutto li troviamo in Toscana, dove l’artista vive e dove addirittura sono i comuni stessi che lo chiamano per modificare la segnaletica stradale.

All’inizio però non si può certo dire che l’artista venisse apprezzato (lo provano vari arresti), ma con il passare del tempo l’opinione in merito al suo lavoro è cambiata; si è capito infatti che gli automobilisti vengono spinti proprio da questa arte urbana inaspettata a prestare attenzione ai segnali stradali, che prima venivano dati per scontati.

È proprio vero che quando veniamo sottoposti continuamente allo stesso stimolo ne veniamo assuefatti, e su di noi non ha più alcun effetto, serve la sorpresa per risvegliare in noi l’attenzione. Questo ci può servire come grande insegnamento per la creatività in generale e per la pubblicità, che dovrebbe proporre sempre concetti nuovi per essere davvero efficace.

La comunicazione esterna, fatta su elementi della città, è un valore aggiunto, che dà voce a ciò che invece sarebbe standard, che oggi ci parla e racconta storie sempre diverse.

Ph photo: www.facebook.com/pages/CLET