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La comunicazione esterna è poesia

Vi è mai capitato di passeggiare per strada, focalizzare nella mente un pensiero su quello che vi circonda in quel momento, così nitido e forte da volerlo subito scrivere da qualche parte? Ovviamente in quelle situazioni non si ha mai da scrivere e il pensiero viene perso nel calderone delle idee, per poi rispuntare chissà quando.

Così le opere di Robert Montgomery sembrano proprio dei pensieri appuntati per le strade della città; l’artista scozzese ha fatto della comunicazione esterna il mezzo per diffondere le sue poesie.

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Un’arte democratica fatta per essere condivisa con le persone e con la città e non stare rinchiusa nelle gallerie. Le sue poesie descrivono stati d’animo del vivere moderno nelle grandi città, dell’andare di fretta e dimenticarsi di guardare per davvero ciò che ci circonda.

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Scritte bianche su fondo nero, massimo potere alla parola. Questi flussi di pensiero vengono giustamente ospitate da pensiline e manifesti, che solitamente ospitano pubblicità esterna, dove da sempre il messaggio e la parola hanno la massima importanza.

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Arte e pubblicità hanno in comune il potere e il privilegio di diffondere messaggi, comunicare visioni e creare dissenso. L’efficacia di questi messaggi diventa prioritaria, e può significare il passare completamente inosservati o il passare alla storia.

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Quando un manifesto di comunicazione esterna è ben fatto il confine con l’opera d’arte si assottiglia e per contro, quando un’opera d’arte è vuota e non comunica niente, diventa una delle peggiori forme di pubblicità.

 

Ph Credit: www.robertmontgomery.org/robertmontgomery.org/40.html