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Quando l’OOH diventa narrazione: intervista a Viola Maria Marconi di Storytel

La scorsa estate Storytel, piattaforma svedese di produzione, distribuzione e vendita di audiolibri – ha festeggiato il suo primo anno di attività in Italia. Per la celebrazione di questo importante traguardo, il brand ha scelto di puntare su una campagna Out Of Home (sul nostro sito trovate la Case History con tutti i dettagli) che ha richiamato l’attenzione di un’ampia audience grazie alla creatività ricca di messaggi personalizzati ispirati ai titoli dei numerosi audiolibri e podcast disponibili sulla piattaforma.

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L’ascolto di un audiolibro permette di immergersi in una storia, arricchendo la scrittura con sfumature interpretative ed emotive – regalando così all’ascoltatore un’esperienza di lettura diversa da quella “cartacea” e più tradizionale ma sicuramente non meno intensa. Ed è proprio sull’importanza dell’ascolto, soprattutto nel  contesto sociale in cui viviamo oggi, sempre più distratto, che si è incentrata la narrazione della campagna di Storytel.

Per scoprirne di più su come sia nata la campagna e quali siano state le impressioni a posteriori, abbiamo intervistato per voi Viola Maria Marconi – SM & Communication Manager di Storytel Italia.STORYTEL_01-07-2019_METRO DOMINATION LORETO_MILANO_Q13_17

Intervista a Viola Maria Marconi di Storytel Italia

 

Viola Maria Marconi Storytel Italia 1Parliamo dello scenario degli audiolibri in Italia: sembra di notare che ci sia un aumento di attenzione e anche fermento nei confronti degli audiolibri – un formato che nei paesi anglosassoni e in America è sicuramente consolidato e apprezzato ma che fino a poco fa era pressoché sconosciuto nel nostro paese. Confermi?

Gli audiolibri non sono una novità nel nostro Paese, ma certamente l’arrivo delle piattaforme di streaming (facilitato dall’esplosione dell’utilizzo degli smartphone) ha richiamato l’attenzione sul fenomeno. Anche i podcast non sono una novità ma in questo momento costituiscono un prodotto di cui si parla: la brevità e la verticalità degli argomenti ne fanno un ottimo “banco di prova” per chi non si è mai approcciato al mondo dell’audio. Mercati consolidati come quelli citati hanno un vantaggio più che decennale tanto che la fruizione dei contenuti audio è ormai organica nella vita delle persone, così come la musica o le serie televisive. Nel nostro Paese e c’è ancora da fare per far conoscere e apprezzare questo servizio e questi prodotti ma certamente in questo momento l’attenzione e l’interesse sono alti.

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La campagna OOH realizzata da Storytel è sicuramente visuale ma è il testo a fare da vero protagonista. Una scelta, a nostro avviso, creativa e molto impattante: ci raccontate come è nata?

La nostra campagna estiva è stata il frutto di una collaborazione molto proficua e stimolante con Dude. Abbiamo deciso di lavorare con il team milanese dell’agenzia perché conoscevamo bene la loro energia creativa e il loro approccio comunicativo fuori dagli schemi. Insieme abbiamo costruito una campagna incentrata sull’importanza dell’ascolto nella vita di tutti, a partire da alcuni titoli del nostro catalogo che raccontano storie importanti e universali. La scelta di concentrarci sul testo piuttosto che sull’immagine aveva come scopo proprio di non creare “distrazioni”, così da consentire alle persone di leggere e ascoltare più profondamente il nostro messaggio.

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Viola Maria Marconi Storytel Italia 2Dopo la prima campagna di Luglio, che ha incluso la Station Domination di Loreto e vari impianti in metropolitana – avete scelto di continuare a puntare sull’OOH. Per quale motivo avete ritenuto che fosse un buon mezzo per rappresentare il vostro brand e, più in generale, il modello di fruizione dell’audiolibro? Che valutazioni/impressioni ne avete tratto della campagna?

La nostra campagna estiva sull’importanza dell’ascolto ha avuto diverse declinazioni, tra cui anche una Gallery nella quale poter ascoltare i titoli scelti per la campagna. La Storytel Gallery è stata allestita in Piazza XXV aprile a Milano per una settimana a metà luglio, ma volevamo che tutta la città iniziasse a vedere il logo Storytel e a chiedersi di cosa si trattasse. Da qui la decisione di investire in una campagna OOH che ci ha permesso di raggiungere il più alto numero di persone possibile. Il nostro target è ampio: sull’app ci sono migliaia di storie di tutti i generi e il commuting è uno dei momenti durante i quali le persone ascoltano di più: quale posto migliore della metropolitana, delle fermate di tram e autobus per lanciare la nostra comunicazione? Siamo stati molto soddisfatti della risonanza e dell’attenzione ricevute dalla nostra campagna di cui si è parlato molto sia online che offline.

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Quali sono le sfide per il futuro di Storytel (a livello di prodotto ma anche a livello di strategia di comunicazione)?

La sfida principale che stiamo affrontando riguarda ovviamente la crescita e il consolidamento del mercato dell’audio nel nostro Paese. Oggi si parla molto di audiolibri e di podcast ma c’è ancora tanto lavoro da fare affinché questi strumenti entrino nella quotidianità del maggior numero di persone possibile, come è accaduto in altri mercati. Continueremo a lavorare a questo e lo faremo come sempre raccontando i valori di Storytel: primo su tutti la qualità del servizio e dei prodotti, la curation editoriale sui titoli in catalogo e sulla scelta dei lettori e non facendo venire mai meno l’ascolto dei nostri utenti e delle loro richieste.