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Torino Graphic Days (2): il design polacco e il suo legame con il territorio

Quando si parla di grafica, anche la tradizione, la storia e la cultura di un paese entrano decisamente in gioco. La comunicazione visiva riempie le strade della nostra città, diventando così un vero e proprio strumento sociale, sempre arricchito da scambi interculturali e innovazione tecnologica.

Durante la scorsa edizione dei Torino Graphic Days – dove IGPDecaux ha partecipato per il secondo anno consecutivo in qualità di media partner – si è parlato molto di design e del conseguente rapporto che viene a crearsi con il territorio geografico circostante.

Una parte consistente dell’esposizione quest’anno è stata dedicata ad una realtà forse poco conosciuta ma di grande spessore artistico: il design polacco. Varsavia si sta affermando sempre più, anche a livello internazionale, come uno dei poli in cui lo sviluppo del design a sostegno del territorio risulta essere molto evidente. Oltre a performance live d’impatto e speech ricchi di ispirazione, sono stati presentati numerosi progetti realizzati da alcuni degli studi grafici più influenti del momento.torino_graphic_days_design_polacco_igpdecaux (4)

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POSTER NEW WAVE: I MANIFESTI DELLE CITTÀ

Tra gli anni ‘50 e ’70, il Manifesto Polacco è diventato uno dei punti di riferimento del Modernismo, generando un’attività dal carattere davvero peculiare: una grafica commerciale che, allo stesso tempo, avesse anche un valore artistico rilevante. In Polonia, quella del Manifesto, è proprio una scuola che, nel corso del tempo, ha finito per evolversi divenendo un prodotto della cultura di massa.torino_graphic_days_design_polacco_igpdecaux (8)

Un fenomeno dalla rilevanza internazionale, a cui le condizioni socio-culturali che caratterizzavano la Polonia in quel periodo storico, hanno certamente influito a renderlo tale. La censura, nella Polonia comunista, invece che ostacolare lo sviluppo del manifesto finì per spingere gli artisti alla creazione di un linguaggio figurato che, tramite allegorie, metafore e satira comunicava quello di cui non si poteva parlare.

Parliamo quindi di manifesti caratterizzati dalla presenza di un messaggio chiaro e semplice e, allo stesso tempo, con un importante valore artistico. Per gli appassionati, a Varsavia potete trovare addirittura un museo – il Muzeum Plakatu – che raccoglie le opere di molti grafici polacchi emergenti.

Ai Torino Graphic Days abbiamo avuto la possibilità di ammirare la bellissima serie di manifesti realizzati dallo studio grafico di Edgar Bąk creati appositamente per la campagna di advertising commissionata da Nowy Teatr, uno dei principali teatri cittadini di Varsavia. I manifesti hanno come soggetto i principali quartieri del capoluogo polacco. Sono caratterizzati da un design minimal ma è incredibile come, nella loro semplicità grafica, riescano a cogliere e rappresentare l’essenza dei quartieri rappresentati, sottolineandone gli aspetti più caratteristici.

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BRANDING FOR CULTURE

I beni culturali e la loro valorizzazione rappresentano sicuramente un importante stimolo per lo studio e la definizione di nuove modalità comunicative e di nuovi approcci visivi volti a favorire una crescita economica ma anche un incremento della qualità di vita. Ed è proprio in questo ambito che vanno a contestualizzarsi tutti quei processi volti al rinnovamento delle identità visive anche delle istituzioni culturali che, spesso, vengono realizzate da studi grafici di rilievo. Tendenze che mostrano come, al giorno d’oggi, il ruolo del designer non si limiti solo ed esclusivamente all’aspetto grafico ma si proponga anche come promotore e comunicatore della cultura di un paese o una città.

Molto interessante è sicuramente Warsaw Public Transport, il progetto di branding realizzato da Type2 – lo studio grafico varsaviano fondato da Rafal Benedek e Filip Zagòrski che fornisce soluzioni di progettazione caratterizzate da un’attenta cura agli aspetti tipografici. L’idea alla base del progetto consisteva nella progettazione di un nuovo logo per l’azienda dei trasporti pubblici di Varsavia. Nella foto sottostante potete vedere gli elementi che sono stati combinati tra loro con l’obiettivo di creare un logo che non solo fosse gradevole da un punto di vista estetico ma che trasmettesse anche un significato ben preciso della città e della tradizione polacca. La nuova T, infatti, scaturisce dal merge tra la sirenetta (simbolo della città), l’icona rappresentante un gruppo di persone (per ricreare l’idea del “pubblico”) e la T di trasporto.

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A partire dal 2019 il logo verrà posizionato sui mezzi pubblici della città e sui biglietti.

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SYMBOL TO LOGO: I MARCHI GRAFICI POLACCHI DA 1945 AL 2015

Rimanendo in tema loghi, “Symbol to Logo” è una selezione della mostra omonima curata da Rene Wawrzkiewicz e Patryk Hardziej che ricostruisce la prima e la seconda edizione della Polish Exhibition Symbols che hanno avuto luogo rispettivamente nel 1969 e nel 2015. La mostra ricrea il percorso avuto dalla progettazione dei loghi in Polonia durante il periodo comunista, la sua evoluzione e identificazione visiva partendo dal dopoguerra ai giorni nostri. Una raccolta di simboli grafici che ripercorrono la storia polacca negli ultimi settant’anni.torino_graphic_days_design_polacco_igpdecaux (3)

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YOU ARE MY TYPE: QUANDO I FONT SI LEGANO AL TERRITORIO

In città tutto è comunicazione: non solo gli impianti di out of home advertising ma anche le vetrine dei negozi, le luci, i colori degli edifici e, naturalmente anche le scritte posizionate su insegne e cartelli.

La lingua polacca è caratterizzata da una grandissima ricchezza fonetica, conseguenza delle numerose contaminazioni ricevute dal tedesco, il latino e il cirillico nel corso degli anni. Ricchezza che ha presto finito per trasformarsi in un’elevata produzione di font. Si è venuto così a creare un movimento nazionale volto alla conservazione e valorizzazione del patrimonio linguistico polacco tramite la creazione di font legati al territorio, ricco di progetti e collaborazioni interessanti. Per citarne un paio: Polonia Typo, l’archivio di migliaia di caratteri creati in oltre sei secoli ed utilizzati nei documenti polacchi, conservati in formato digitale presso la Biblioteca Nazionale di Varsavia – o Warsaw Types, un workshop di progettazione manuale nato con l’obiettivo di creare dodici nuovi caratteri che fossero ispirati al patrimonio tipografico urbano varsaviano. Un modo per rendere la tipografia un nuovo strumento e fonte di ispirazione per il design polacco contemporaneo. In occasione dell’esposizione ai Torino Graphic Days, abbiamo avuto la possibilità di ritrovare alcuni dei fonti utilizzati correntemente nel capoluogo polacco.torino_graphic_days_design_polacco_igpdecaux (1)

Quelli che ci sono piaciuti di più?

Ad esempio Zakład (tradotto in italiano “scommessa”) – il font display progettato da Szymon Sznajder per essere utilizzato su segnaletica e poster. L’elemento peculiare di questo font è sicuramente la sua dimensione massiccia, ispirata dalle lettere geometriche a blocchi delle botteghe artigiane caratteristiche di Varsavia.

Rewir è invece un font nato per fare wayfinding: in questo caso la forma delle lettere è ispirata ad una piccola insegna trovata nel cortile di una casa popolare a Varsavia. Il font è stato utilizzato nelle targhe e segnali negli edifici ufficiali della città e dello Stato polacco, essendo molto chiaro e leggibile. Un approccio interessante di legame tra il presente e il passato, tra la modernità di Varsavia e la sua tradizione.torino_graphic_days_design_polacco_igpdecaux (2)

Infine, Tagger – il font ispirato ai tag di Varsavia. Si tratta di un font estremamente dinamico e moderno, dalle forme di ampio respiro, creativo e imprevedibile. Un font perfetto per le insegne di ristoranti e negozi, annunci e cartellini di prezzo.

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Se ancora non l’avete letta, sul blog trovate anche la prima parte del reportage dedicato all’edizione 2018 dei Torino Graphic Days:

Torino Graphic Days (1): tra illustrazioni e poster innovativi

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Se invece vi incuriosisce il mondo del design polacco, sul blog trovate un altro post dedicato al Museo dei Neon di Varsavia, un’altro esempio interessante di comunicazione urbana:

Il Neon Muzeum di Varsavia

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Credits: Linguaggio visivo del Manifesto www.politesi.polimi.it/handle/10589/105062