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Fenomenologia del bagno pubblico: storia, società e arredo

Sicuramente quest’argomento non rientra fra quelli di costume e società che siete soliti approcciare, raramente vi si dedica attenzione perché il bagno pubblico è ormai una commodity per la nostra società e diciamocelo, non è certo percepito come hot topic…

 

Le cose che diamo per scontate però sono spesso d’utilità fondamentale: vi sono tuttora zone del mondo in cui questo servizio manca e non senza conseguenze. Non si può negare che le condizioni dei bagni pubblici di un paese siano lo specchio del suo livello di civiltà; parlare di bagni pubblici è dunque parlare di storia, di società e, nelle sue più recenti evoluzioni, anche di arredo urbano.

In questo articolo vogliamo esplorare brevemente i fenomeni e l’evoluzione del bagno pubblico per coglierne lo spirito assoluto di pubblica utilità che troppo spesso viene sottovalutato, disprezzato o addirittura ignorato.

Forse non tutti sanno che il bagno pubblico compare nella storia ancor prima dei Romani e delle loro latrine, dei famosi vespasiani e dei raffinati sistemi fognari a loro supporto. Già nel 2000 AC le città della valle dell’Indo, potevano vantare la presenza di latrine collegate a rudimentali condotti fognari e ancor prima la civiltà Egizia ha lasciato testimonianze di simili strutture. Bisogna aspettare fino all’Ottocento per un consolidamento delle politiche igienico-sanitarie e lo sviluppo dell’ingegneria sanitaria, che ha favorito la nascita di strutture di supporto all’igiene personale della popolazione (ampi edifici per bagni comunali e lavatoi pubblici).

La prima comparsa del bagno pubblico “individuale” così come lo concepiamo ai giorni nostri, avvenne solo nel 1851 in occasione dell’Esposizione Universale di Londra, quando Gearge Jenning installò per la prima volta nella storia la cosiddetta Flushing Toilet chiedendo un penny per singolo utilizzo e introducendo per la prima volta la concezione di privacy legata al pubblico servizio. Un grande passo avanti, ma pur sempre un fenomeno da esposizione non radicato sul territorio; per la diffusione capillare di queste strutture bisognerà aspettare gli anni 80 del secolo successivo, quando Jean Claude Decaux introdusse un elemento rivoluzionario per l’ecosistema urbano: la Sanisette, un sanitario unisex, automatizzato, posizionato in luoghi ad alta frequentazione, regolarmente e minuziosamente igienizzato a disposizione dei cittadini.

JeanClaudeDecaux1981Sanisette Bagni Pubblici

Installato per la prima volta a Parigi nel 1981, questo impianto ha percorso non poche evoluzioni tecniche e strutturali; ne sono state installate 2.700 in tutto il mondo (per un totale di 503 milioni di utilizzi dall’installazione a Gennaio 2016) e l’Italia ne conta 107 unità in 3 varianti.

All’interno si trovano istruzioni scritte e sonore multilingua e l’attrezzatura prevede, oltre a un WC, un piccolo lavabo e un corredo di carta igienica e sapone, un appendiabiti e uno specchio. All’esterno sono applicate mappe della zona e dei trasporti pubblici circostanti ed è a disposizione un rubinetto con acqua potabile. Le strutture di ultima generazione sono accessibili anche ai soggetti con sedia a rotelle e le istruzioni esterne sono scritte anche in braille; in alcuni stati inoltre le informazioni relative allo stato degli impianti sono pubblicamente accessibili tramite open data.

Bagni Pubblici IGPDecaux

Ogni gesto che cambia radicalmente le abitudini dei cittadini è in se un gesto rivoluzionario. Concedere ovunque l’utilizzo di bagni pubblici ad alta tecnologia gestiti in maniera impeccabile è un gesto rivoluzionario che viene da un uomo illuminato. Non a caso anche il mondo dell’arte ne ha riconosciuto la funzione sociale, simbolica ed estetica.

Alla Biennale di Venezia 2007 l’artista norvegese Lars ø Ramberg ha elevato questo impianto di arredo urbano ad opera d’arte, posizionando tre esemplari originali di Sanisiettes Decaux del 1981 appena fuori il padiglione dei Paesi Nordici ai Giardini dell’Arsenale. Per l’opera “Libertè” le ha ridipinte con i colori della propria bandiera (anche non a caso di quella francese) ognuna sormontata dal claim democratico più conosciuto al mondo “Libertè, Egalitè, Fraternitè” e collegata ad un emittente radio che trasmetteva discorsi storici del Generale Charles De Gaulle, Re Haakon VII di Norvegia e Franklin D. Roosevelt. L’opera ha riscosso un’attenzione tale da essere stata installata permanentemente ad Oslo in fronte al Museo Nazionale.

Bagni Pubblici JCDecaux Biennale di Venezia

Bagni Pubblici - Oslo liberte

IGPDecaux è orgogliosa di offrire questo servizio sul territorio nazionale con lo stesso spirito originario che gli ha dato vita.

Credits: 20 minutes.frparis.frparisdata.opendatasoft.frlarsramberg.debiblio.polito.itTrattato analitico-pratico della natura e dell’uso de’Bagni d’acqua dolceHow the toilet changed historyperinijournal.it