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La rivoluzione di Banksy entra nella pubblicità contemporanea

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Siamo a Londra, nella settimana dedicata all’arte più importante dell’anno e in una delle Case d’Aste più famose al mondo, ovvero Sotheby’s, è appena stata venduta Girl with Balloonl’opera principale dell’artista Banksy –  artista e writer inglese tra i più famosi al mondo, la cui identità rimane ancora sconosciuta.

Bansky Girl_with_Balloon

Il battitore conferma la vendita col colpo del martelletto e, in un attimo, un allarme irrompe nella sala confondendo i presenti: l’opera di Banksy all’interno della cornice comincia a scivolare dal quadro, autodistruggendosi per metà come se inserita all’interno di un macchinario per la distruzione di documenti.

Merito o colpa dell’artista Banksy, da sempre contro il mercato o più propriamente contro il sistema dell’arte, il quale ha scelto di inserire all’interno della cornice un sistema di autodistruzione nel qual caso l’opera fosse stata venduta all’asta, attivandolo attraverso un telecomando a distanza. Un episodio anomalo, ma allo stesso tempo incredibile.

Nel processo di distruzione in occasione dell’asta, è stata ricreata una nuova opera d’arte con un nuovo nome: da Girl with Balloon (Ragazza con il palloncino) a Love is in the Bin (L’amore è nel cestino).

Ma quali sono state le reazioni principali a questa incredibile operazione?

Sul web e sui social la vicenda è stata ripresa e reinterpretata anche in chiave più ironica o rielaborando l’episodio attraverso altri mezzi grazie ad abili strategie di comunicazione messe in atto da alcune agenzie di Marketing e brand.

McDonald per esempio, è stato uno dei primi brand a reinterpretare Love is in the Bin. In collaborazione con la società DDB Austria, è stata realizzata un’immagine con un contenitore targato McDonald’s incorniciato, trasformando i ritagli del logo in patatine fritte, come elogio a uno dei principali prodotti promossi dal fast food più famoso al mondo. L’opera è stata soprannominata “McBanksy”.Bansky_McDonaldsIl brand Perrier, famoso nel mondo per la sua acqua “frizzantissima”, ha utilizzato la metafora “Non serve rompere una banca per un’opera d’arte”. Il marchio di lusso francese ha affermato con questa strategia di comunicazione che non servono così tanti soldi per acquistare un’opera d’arte, indicando proprio la bottiglietta della bevanda al gusto limone al pari di un capolavoro d’arte contemporanea.

E anche l’OOH non poteva mancare!

La JCDecaux Finlandia in collaborazione con FINN.no – mulighetenes marked, e-commerce per la compravendita di oggetti in Finlandia, ha realizzato due MUPI (Mobilier Urbain Pour l’Information / Impianto di Arredo Urbano per l’Informazione) nelle città di Oslo e Lillestrøm rappresentando la vicenda di Banksy attraverso una campagna promozionale del sito Finlandese. La creatività inserita nel MUPI, scivolava dalla cornice dividendosi in due, tagliata parzialmente dall’impianto di arredo urbano finlandese.Bansky_JCDecaux

Ed ecco come grazie all’idea del Gruppo JCDecaux, il manifesto in quanto espressione del contemporaneo, diventa opera d’arte ed “esce” dall’impianto di arredo urbano, cornice del manifesto stesso. La reinterpretazione in chiave contemporanea del MUPI, elemento fondamentale e alla base degli asset del Gruppo JCDecaux, diventa quindi protagonista e complice della riproduzione della vicenda artistica.

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Credits: www.adweek.com – www.sothebys.com – www.rivistastudio.com – www.jcdecaux.com – www.banksy.co.uk