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Milano e la StreetArt: ecco le centraline dei semafori

Bene, ormai lo hanno scoperto: il colore è meglio del grigio, ma soprattutto se l’artista colora, l’imbrattatore di strada non deturpa la sua opera. Rispetto quindi agli artisti di strada e a quelli che ormai non sono più di strada, veri salvatori della bellezza della città.

Riportiamo un bell’articolo di mentelocale in merito a questa iniziativa che dal 10 al 20 settembre, animerà la città di colori e che, speriamo, siano solo l’inizio di una nuova ed “allegra” tendenza!

Prende il via il 10 settembre il nuovo progetto di Street art Energy box, promosso da A2A e Fondazione Aem, patrocinato dal Comune di Milano e inserito nel quadro di Urban Art Renaissance, iniziativa di intervento urbano che vuole trasformare Milano nella prima galleria metropolitana a cielo aperto.

Per dieci giorni, fino al 20 settembre, 50 artisti sono impegnati ad eseguire dal vivo le loro opere su 150 centraline semaforiche sia in centro sia in periferia. Gli artisti sono stati selezionati da A2A e Fondazione Aem con la supervisione di Flavio Caroli, critico d’arte e ordinario di Storia dell’arte moderna al Politecnico di Milano).

Le centraline vengono decorate e colorate per diventare opere d’arte permanenti di Milano, in dialogo e relazione temporanea con le altre opere e installazioni di Urban Art Renaissance. A ciascuno dei cinquanta artisti selezionati sono affidate, in tre date diverse, tre centraline, che per l’occasione sono segnalate attraverso un allestimento ad hoc.

Mercoledì 23 settembre, infine, è prevista l’esibizione di alcuni artisti in performance live alla Fabbrica del Vapore, durante la giornata di chiusura di Urban Art Renaissance.

«Questa iniziativa ci consente di donare bellezza a semplici elementi di arredo pubblico che sono fondamentali per il corretto funzionamento di una grande città», commenta l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. «É inutile vietare: il problema è piuttosto creare un meccanismo di qualità tra tutti gli artisti in modo che siano loro a decidere dal punto di vista estetico cosa è bello e cosa non lo è», aggiunge Flavio Caroli: «Energy box è un esempio di questa necessità, per poter trasformare la creatività marginale in una creatività che sia di utilità pubblica».

Ph Credit: manoxmano