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Progetti digital per città accessibili a tutti

Dal 25 marzo al 23 agosto 2015 il Design Museum di Londra ospiterà l’ottava edizione della mostra “Designs of the year”. L’esposizione vedrà presentati 76 progetti, selezionati da esperti di design e professionisti di tutto il mondo, divisi in sei categorie: architettura, prodotti e servizi digitali, prodotti, grafica, moda e trasporti.

 

Nella categoria “digital” mi ha personalmente colpito il progetto “Responsive Street Furniture”, di Ross Atkin (Conceptual design e digital system development) e Jonathan Scott (Physical design and engineering), che attraverso la tecnologia digitale vuole migliorare il funzionamento delle strade per le persone con varie disabilità rendendo più facile per loro gli spostamenti nella città.

Gesti e movimenti che per noi sono semplici e normali, per le persone disabili sono ostacoli non indifferenti. Molto spesso infatti quando cammino per le strade o quando prendo i mezzi pubblici e incontro gente disabile mi rendo conto delle difficoltà che spesso incontrano durante i loro spostamenti in città.

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Il suolo cittadino purtroppo è colmo di barriere architettoniche non ancora abbattute e la strada deve mediare tra i bisogni di tutti. Ma come intervenire senza fare torti a nessuno? Ross Atkin e Jonathan Scott pensano che cercare soluzioni “malleabili” che si adattino a seconda delle esigenze di ognuno è meglio che cercare un compromesso tra esigenze diverse.

Il progetto “Responsive Street Furniture” creato in collaborazione con il produttore di arredo urbano Marshalls fa un passo verso queste tematiche e abbandona l’approccio “one-size-fits-all”.

Responsive Street Furniture” ha l’obiettivo di rendere il tessuto cittadino adattabile alle esigenze di qualsiasi persona lo calpesti attraverso l’interazione con device mobili come tablet e smartphone.

Gli utenti, qualunque sia la loro disabilità, si registrano con il loro smartphone e mentre camminano per la strada specificano i loro bisogni. Sulla base della connettività con il device gli arredi urbani di Atkin identificano le richieste e si adattano alle preferenze degli utenti: le luci dei lampioni diventano più brillanti, vengono fornite informazioni audio e posti in più per sedersi o il tempo dei semafori viene prolungato per consentire a tutti di attraversare la strada.

Ogni volta che uno smartphone già registrato viene rilevato dall’elemento di arredo intelligente esso risponderà autonomamente fornendo l’aiuto richiesto in precedenza senza bisogno che l’utente lo richieda di nuovo.

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Cosa dire di questo prototipo di arredo urbano se non che sia un’idea geniale per rendere la città, che per definizione è la sede principale della vita di tutti, un luogo che appartenga davvero a tutti?

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Ph Credit: www.rossatkin.com/wp/?portfolio=responsive-street-furniture