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Social street e il vicinato 2.0

Federico Bastiani, sua moglie Laurell Boyers e il loro figlio piccolo arrivano in via Fondazza a Bologna nel settembre 2013, non conoscono nessuno ma trovano subito il modo di conoscere i loro nuovi vicini di casa.

 

È bastato un volantino lungo la via dove Federico spiegava di aver creato un gruppo su Facebook per le persone che lì residenti, invitandoli a iscriversi e aggregarsi. Ad oggi il gruppo di Federico conta più di 1.150 utenti!  Un vero e proprio modello di social street che ha iniziato, in poco tempo, a prendere piede anche nel resto dell’ Europa, in Brasile e in Nuova Zelanda.

Ad oggi nel mondo sono 393 le così dette strade social: cliccando i pallini sulla mappa è possibile accedere alla singola scheda con il nome della via, la città e la pagina dedicata sul sito ufficiale.

Gli obiettivi di una Social Street possono essere moltissimi: socializzare con i vicini di casa, condividere necessità, scambiarsi professionalità, portare avanti progetti collettivi di interesse comune. Hanno preso il via anche feste di strada, iniziative per grandi e bambini, pulizia collettiva degli spazi comuni, apertura di case e cortili per eventi cittadini, car e bike sharing e book crossing. Ogni via ha i suoi riti e ne inventa di nuovi, ogni strada ha una storia a sé.

Tra l’altro creare una social street è davvero molto semplice.

Si crea un gruppo chiuso su Facebook utilizzando appunto la dicitura “Residenti in nome via, oppure piazza, quartiere, ecc – nome città – social Street”  e:

  • si inizia ad interagire e a conoscere i propri vicini 2.0
  • si pubblicizza il gruppo, proprio come ha fatto Federico (una locandina o un foglio A4 nel quale si indica la nascita del gruppo)
  • si passi dal virtuale al reale! Ci si coordina sui social per incontrarsi fuori dalla porta di casa!

Restringendo gli spazi ad una via o a un quartiere aumenta la possibilità che dalla conoscenza virtuale del social si passi al ri-conoscimento nei luoghi limitrofi come il bar della zona, il supermercato vicino a casa, la rastrelliera della bicicletta o la fermata dell’autobus!!

Ho voluto parlarvi del progetto Social Street perché, esattamente come noi, fa del suo punto di forza lo sfruttamento intelligente della territorialità. Attraverso il territorio, la città e le sue vie si raggiungono le persone e si offre loro un servizio utile a vivere meglio la loro quotidianità.

Ph Credit: socialstreet.it