Tradizione e solidarietà: dai balconi scendono le ceste sospese

Nel periodo così difficile che stiamo vivendo tutti in questo momento a causa dell’emergenza sanitaria globale causata dal Coronavirus, la tradizione e la creatività delle persone si sono unite – dando origine a tante iniziative solidali all’interno di città vuote, ma più che mai vive.

Tra esse, una delle iniziative più note ed apprezzate è sicuramente quella delle “Ceste Sospese”.

Le primissime ceste sono comparse a Napoli, dal terrazzo di un palazzo di via Santa Chiara, in pieno centro storico, lo scorso 2 Aprile. L’iniziativa è stata presto battezzata “Il Panaro Solidale” (“panaro” in dialetto napoletano significa “paniere”, cesta). Quella del panaro (“O’ panar”) a Napoli, è una vera e propria tradizione storica.ceste sospese 7

In passato, con il termine “panaro”, ci si riferiva al paniere di legno intrecciato che veniva calato dal balcone – grazie al supporto di una corda – per raccogliere la spesa consegnata dai garzoni delle botteghe cittadine. Un’immagine che ben si adatta alla situazione che stiamo vivendo in questo momento di quarantena. Sono stati tanti infatti gli esercizi commerciali che nel capoluogo campano hanno ripristinato l’antica tradizione del “panaro” per effettuare consegne a domicilio. “Panari” che poi sono presto evoluti in ceste solidali.

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Si tratta di ceste di vimini sospese, calate dai balconi o dalle finestre dei palazzi ma anche di cassette di frutta appoggiate in alcuni angoli della strada, borse di stoffa o carta – contenenti non solo generi alimentari e prodotti per l’igiene personale ma anche piccoli giocattolini, quaderni, pennarelli colorati, poesie per regalare un sorriso a chi in questo momento si sente molto solo. La creatività sui contenuti delle ceste ovviamente non ha limiti: ultimamente hanno iniziato ad aderire all’iniziativa anche alcuni negozi, tra cui librerie che lasciano libri per bambini e ragazzi. Per prevenire la diffusione del virus, i generi alimentari offerti sono rigorosamente confezionati e a lunga conservazione. I prodotti vengono messi a disposizione delle persone che a causa dell’emergenza sanitaria in corso sono rimasti senza lavoro oppure non hanno la possibilità di recarsi personalmente a fare la spesa. Chiunque passi per strada e ne abbia bisogno può attingere dalla cesta.ceste sospese 4

Il claim è “Chi può metta, chi non può prenda”, scritto spesso in molteplici lingue per favorirne la comprensione. Si tratta di una citazione del medico santo campano San Giuseppe Moscati, di cui, nella vicina chiesa del Gesù nuovo, nella piazza omonima di Napoli, sono conservate le spoglie. La frase che ora troviamo scritta su tutte le ceste solidali in origine compariva davanti a un cappello utilizzato per raccogliere le offerte da donare ai più bisognosi.ceste sospese 2

Le ceste appena riempite di svuotano subito, segno che il bisogno individuato è più che reale.

L’iniziativa, nata a Napoli, si è presto diffusa anche nel resto d’Italia – sia in grandi città come Bologna, Roma e naturalmente Milano – ma anche nei centri abitati più piccoli.

Per quanto riguarda Milano, l’iniziativa è nata inizialmente nel quartiere Dergano-Bovisa per opera di un gruppo di una ventina di donne della zona ma si è presto estesa a tutta la città – sostenuta da un network di realtà di quartiere che includono Mamusca (un caffè-libreria), Nuovo Armenia (una cascina dove si svolgono delle attività culturali e sociali multietniche nate per favorire l’integrazione tra le varie comunità locali), Rob de Matt (un café-bistrot), La Scighera (circolo ARCI) e  Fondazione Condividere (un laboratorio pedagogico e un negozio che vende prodotti alimentari biologici di alta qualità). Se siete una realtà di quartiere e volete aderire all’iniziativa potete inviare un’email all’indirizzo info@mamusca.it per avere maggiori informazioni.ceste sospese 6

Da oggi è possibile consultare anche una mappa online per trovare tutte le ceste: è molto semplice, basta cliccare QUI.

Un progetto solidale nato spontaneamente dalle persone che in questo periodo così difficile si sono subito mostrate solidali pensando a chi ha difficoltà a reperire i generi di prima necessità che racchiude, oltre ad un aspetto pratico, un fortissimo senso di comunità e solidarietà anche un tocco poetico. Ma soprattutto, è un enorme segno di fiducia – adesso e, soprattutto, per il nostro futuro. #diamospazioallafiducia

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