Brand urbanism: l’azione dei brand sugli spazi pubblici urbani (parte 2)

Nella terza forma di Brand Urbanism, invece, i brand e le aziende avviano una relazione a lungo temine con la città e le persone, attraverso progetti in cui entrambe le parti possono beneficiarne: le persone svolgono un ruolo chiave in questo genere di iniziative e i brand scelgono di investire nella comunità locale.

Il caso della compagnia aerea South West Airlines esemplifica questa tipologia di Brand Urbanism, nella quale è stato fondamentale stabilire un’intensa collaborazione con gli stakeholder locali. La società ha avviato un progetto su larga scala, in collaborazione con l’organizzazione New York Projects for Public Spaces (PPS), finanziando progetti e attività nelle città servite dalla stessa compagnia aerea.

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A questo punto possiamo vedere più da vicino un caso di Brand Urbanism che, secondo la nostra classificazione, rientra nella terza tipologia. Si tratta dell’intervento di un noto brand che ha valorizzato lo spazio di una città londinese attraverso un grande progetto urbanistico.
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Ikea e il StrandHomeEast

All’inizio del 2013 hanno preso avvio i lavori per la costruzione di un intero quartiere ecosostenibile ad opera di Ikea. “StrandHome East” in Strand East, a Londra, è il nome del quartiere; uno spazio fatto di piccoli negozi, centri culturali, campi da gioco, aree verdi, zone pedonali, piste ciclabili e piazze, in cui non possono circolare auto e gli autobus si muovono in apposite aree dedicate. Si tratta di un progetto sostenibile ed eco-compatibile che valorizza un basso consumo di energia – ricavata da fonti rinnovabili – e un utilizzo consapevole di materie prime.

“Abbiamo una vasta esperienza di pratiche quali la raccolta dei rifiuti, la pulizia, la gestione del territorio” – ha dichiarato Andrew Cobden, Direttore del progetto.

Il quartiere 100% Ikea è infatti dotato di un sistema sotterraneo di tunnel per lo smaltimento automatico dei rifiuti, di aree per ospitare postazioni per il car-sharing, di impianti di arredo urbano per facilitare il trasporto pubblico, e di un impianto idroelettrico per generare elettricità.

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Non è la prima misura intrapresa dalla multinazionale svedese a favore dell’ambiente: dall’introduzione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei propri Store, alla commercializzazione di lampade a led, fino al “People&Planet Positive”, un programma di sostenibilità che si focalizza su una buona gestione dei rifiuti, del consumo dell’acqua e dell’energia. Il progetto di pianificazione urbana londinese incontra quindi i valori di eco-sostenibilità perseguiti da Ikea e, oltre a presentare il modello della città ideale in cui la tematica della sostenibilità riveste un ruolo centrale, ha l’obiettivo di creare e valorizzare l’integrazione con la comunità, attraverso la partecipazione ad iniziative e attività organizzate nel quartiere.

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Il supporto dei brand e delle loro risorse può quindi rivelarsi prezioso per rinnovare, valorizzare e riqualificare gli spazi pubblici.
Costruire relazioni tra brand e spazi urbani può infatti rendere le nostre città migliori luoghi di vita, per tutti gli abitanti e fruitori, e può contribuire soprattutto a generare effetti concreti sul piano sociale, umano e ambientale.

E a questo proposito, IGPDecaux ha commissionato al DASTU, Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, l’elaborazione di un format di rigenerazione dello spazio pubblico da poter replicare nelle aree più fragili della città.
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PH CREDITS:

Architetturaecosostenibile.itvivilondra.it

 

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