Ricehouse: riso per l’architettura – Intervista a Tiziana Monterisi

Un business sostenibile che ha un impatto molto positivo sul territorio regala senza dubbio una prospettiva di fiducia verso il futuro. Lo stesso spirito di fiducia che appartiene alla nostra campagna “Spazio alla fiducia”, di cui è andato on air il recente restyling. Tra i nuovi soggetti abbiamo selezionato anche Ricehouse, startup piemontese fondata nel 2016, che crea materiali per l’edilizia dai sottoprodotti della coltivazione del riso. Una realtà che avevamo avuto già modo di incontrare (e di premiare) all’edizione del 2019 di Seeds&Chips.

Per approfondire le soluzioni sostenibili ed innovative di Ricehouse e l’impatto che hanno sull’ambiente, abbiamo intervistato direttamente Tiziana Monterisi – CEO & Co-Fouder della startup

.

.

Intervista a Tiziana Monterisi, CEO & Co-Founder di Ricehouse srl

Tiziana Monterisi_new

Ricehouse è una realtà imprenditoriale che si focalizza sul tema della valorizzazione dei prodotti secondari della coltivazione del riso nell’ambito dell’edilizia e architettura. Un processo quindi che parte dalla natura e, senza produrre rifiuti, pone l’uomo al centro di un ciclo produttivo il più possibile sensibile ai parametri di sostenibilità e risparmio energetico. Ci racconta più nel dettaglio la vostra attività e com’è nata?

Forse tutto era già scritto nel mio cognome! In realtà è nato tutto osservando le risaie attorno a Biella e gli scarti della produzione risicola che rimanevano sui campi, destinati a essere bruciati, perché inadatti all’allevamento. Dato che in architettura veniva già usata la paglia di altri cereali, ci siamo chiesti: perché non provare anche con quella del riso? Detto fatto e, da una semplice idea è nata una ormai consolidata realtà imprenditoriale, Ricehouse, che trasforma gli scarti del riso in materiali per la bioedilizia adatti a tutti i tipi di costruzioni.

Dal chicco alla casa, l’agricoltura si intreccia con l’architettura in modo etico e sostenibile. Il nostro ambizioso progetto (che ormai vanta un’ampia gamma di prodotti che spaziano dai telai in legno e paglia di riso ai termo intonaci, dalle finiture in lolla-calce alle malte e ai massetti alleggeriti) si sta facendo largo nel mercato sostenibile, tra riconoscimenti, premi e nuovi contratti.

🏘️

Pensando ad alcuni lavori effettivamente realizzati, che riscontri concreti ha avuto l’edilizia di Ricehouse? Può citarci qualche esempio?

Ci sono diversi progetti che si sono avvalsi dei nostri prodotti. Ci rende molto orgogliosi quello di ricostruzione della scuola a Pieve Torina in provincia di Macerata, distrutta dal terremoto, dove il progettista ha deciso di utilizzare esclusivamente nostri materiali. L’edificio è perfettamente salubre e sostenibile con pareti in paglia intonacate con la calce lolla, non ha un impianto di riscaldamento, ma solo grandi vetrate per raccogliere gli apporti cosiddetti passivi del sole.

Ricehouse esterno scuola Macerata

Ricehouse interno scuola Macerata

Altro progetto molto interessante, nato dalla collaborazione con WASP, è stata la realizzazione della prima casa ecosostenibile stampata in 3d (Gaia). L’utilizzo di materiali naturali come la terra cruda, il legno e scarti provenienti dalla filiera produttiva del riso, ha permesso di ottenere un modello altamente performante.GAIA 3d printed house interior2

3D-printed-house-Gaia-WASP-Italy-photo2_WEB

Non vanno poi dimenticati progetti residenziali come Casa UD, un edificio “passivo”, quindi con consumi energetici trascurabili: non necessita né di riscaldamento, né di un impianto di condizionamento pur essendo a più di 1.800 metri, perché mantiene al suo interno una temperatura confortevole durante tutto l’anno. Casa UD è stata costruita con materiali Ricehouse: si va dalla paglia di riso alla terra cruda, passando per il legno, fino al vetro cellulare. Un progetto di cui andiamo particolarmente fieri e che ha vinto molti riconoscimenti tra cui il Premio Sostenibilità 2017 nella categoria Edilizia Ristrutturazione/Restauro.

Casa UD - Chamois

 🏘️

In questo momento la sensibilità ambientale è vista come un elemento cruciale per la definizione di un modello sostenibile su cui possa fondarsi la nostra società. Quello di Ricehouse è indubbiamente un business che ha un impatto molto positivo sul territorio e che quindi dà una prospettiva di fiducia verso il futuro. Lo stesso spirito di fiducia che appartiene alla nostra campagna “Spazio alla fiducia”: come avete vissuto il fatto di essere stati selezionati tra i soggetti?

Essere selezionati per prendere parte alla campagna “Spazio alla fiducia” è per noi motivo di grande orgoglio. Da un lato perché è un ulteriore riconoscimento delle potenzialità di Ricehouse, considerata come una delle startup più innovative e promettenti degli ultimi anni. Dall’altro, perché crediamo che i messaggi veicolati nella campagna possano sensibilizzare ulteriormente le persone sull’urgenza di adottare stili di vita più sostenibili. La campagna può diventare un altro importante segnale verso una nuova attenzione alla sostenibilità ambientale, alla proliferazione dei rifiuti e allo sviluppo dell’industria del riuso di nuove materie prime derivanti dagli scarti di lavorazione.ricehouse cover

 🏘️

Quali sono le sfide di Ricehouse per il futuro?

Non vediamo l’ora di affrontare con entusiasmo le sfide che ci attendono nei prossimi anni: con i nostri prodotti resistenti, belli, atossici e completamente naturali puntiamo a diventare un punto di riferimento internazionale per il mondo della bioedilizia e dell’architettura sostenibile. Ricehouse è la dimostrazione concreta che gli scarti della filiera produttiva, lungi dall’essere privi di valore, possono essere riutilizzati con consapevolezza e intelligenza per dare vita a prodotti innovativi capaci di trasformare e migliorare un settore consolidato come quello dell’edilizia.

.

.

Per scoprire tutti i soggetti della campagna “Spazio alla Fiducia”, visita la nuova sezione sul nostro sito!