CASE STUDY KIKO

La sfida dei brand beauty

Mentre cala il sipario sulla Beauty Week, per i marchi del settore resta aperta una domanda decisiva: come trasformare il desiderio e l’attenzione generati nello spazio pubblico in ingressi reali nei punti vendita?

Il negozio fisico continua a essere il cuore della customer journey:

  • è il luogo in cui si provano i prodotti,
  • si tocca con mano la qualità,
  • si finalizza l’acquisto.

Per i brand beauty, quindi, non basta “farsi vedere”: serve dimostrare con dati solidi che la comunicazione porta davvero persone in negozio.

La risposta di KIKO Milano e IGPDecaux

In occasione del lancio di un nuovo rossetto, KIKO Milano ha scelto di presidiare il territorio con una pianificazione capillare di arredo urbano firmata IGPDecaux, tra fine ottobre e i primi di novembre dello scorso anno.

La campagna è stata on-air per 14 giorni e ha utilizzato pensiline e mupi (analogici e digitali), distribuiti in 16 città strategiche da Nord a Sud.

La sfida dei brand beauty

Questa presenza ha garantito:

  • una copertura del 96% all’interno dei comuni presidiati,
  • 14 milioni di contatti unici su scala nazionale,
  • oltre 569 milioni di contatti lordi complessivi, secondo le rilevazioni ufficiali Audioutdoor.

Sono numeri importanti. Ma la domanda chiave resta:
quanta di questa visibilità si è tradotta in ingressi reali nei negozi KIKO?

 

Il metodo JCDecaux Data Solutions: dal planning ai risultati

Per rispondere, KIKO e IGPDecaux hanno adottato l’approccio scientifico di JCDecaux Data Solutions, che guida ogni campagna in tre momenti chiave:

  1. Optimise – pianificazione ottimizzata dei formati e dei contatti;
  2. Engage – creatività di impatto per coinvolgere il pubblico;
  3. Evaluate – misurazione dei risultati reali sul business.

È proprio questa terza fase, evaluate, a fare la differenza: non ci si limita a contare impression, si verifica con dati precisi se la pubblicità ha convinto le persone a muoversi e ad entrare in negozio.

Come abbiamo misurato l’impatto in store

Per misurare l’effetto concreto della campagna sui negozi KIKO, IGPDecaux si è affidata a Locala, azienda leader specializzata nello studio degli spostamenti urbani e nel misurare quante persone visitano un punto vendita dopo aver visto una pubblicità.

Attraverso un’analisi dei movimenti sul territorio – basata su dati anonimi raccolti dagli smartphone – sono state osservate le abitudini di oltre 6,2 milioni di persone.

In pratica, sono stati incrociati:

  • i passaggi davanti ai cartelloni,
  • con gli ingressi effettivi nelle boutique KIKO nel periodo 20 ottobre – 9 novembre.

I risultati: dal contatto al negozio

Lo studio ha registrato quasi 44.000 visite in negozio attribuibili alla campagna di arredo urbano.

  • 0,7% delle persone entrate in contatto con la pubblicità ha poi deciso di varcare la soglia di uno store KIKO.

Nel mondo della bellezza, questo valore è davvero significativo, perché di solito il tasso di visita si ferma su valori molto più bassi, tra lo 0,15% e lo 0,55%.

In altre parole: la campagna KIKO ha generato un tasso di visita in store nettamente superiore ai benchmark di settore.

IGPDecaux

Exposed vs non exposed: la prova dell’efficacia

La prova più evidente del successo della campagna arriva dal confronto diretto tra chi ha visto la pubblicità e chi no.

Chi ha incrociato i manifesti per strada ha visitato i negozi:

  • con una frequenza superiore del 36% rispetto a chi non li aveva visti.

Questa voglia di entrare in boutique per scoprire il nuovo rossetto si è fatta sentire ovunque:

  • a Roma, le visite sono cresciute del +38% tra gli esposti;
  • a Milano, l’incremento è stato del +36%;
  • nelle altre città italiane coinvolte, le visite sono aumentate in media del +33%.

Il risultato è chiaro: la visibilità urbana ha spinto concretamente le persone verso i punti vendita KIKO.

Perché la misurazione conta (davvero) per l’OOH

Questo caso dimostra che la forza dell’out of home oggi non sta solo:

  • nella creatività,
  • nel presidio delle città,
  • nella copertura massiva.

Sta nella capacità di dimostrare con numeri tracciabili che il passaggio davanti a un arredo urbano, può trasformarsi in un ingresso reale in negozio.

Per i brand, significa passare da: “abbiamo fatto una bella campagna”
a“abbiamo misurato quante persone in più sono entrate nei nostri punti vendita grazie a quella campagna”. È la differenza tra comunicazione e risultato di business.

Questa collaborazione tra KIKO Milano, IGPDecaux, JCDecaux Data Solutions e Locala racconta come: un’idea creativa posizionata nel punto giusto della città non sia soltanto bella da guardare; diventi un invito concreto a vivere un’esperienza, a scoprire il prodotto in negozio; l’arredo urbano sia uno dei ponti più naturali e immediati tra spazio pubblico e punto vendita fisico.

Per i brand del beauty – e non solo – la direzione è chiara:

l’OOH misurato è uno strumento strategico per generare e dimostrare traffico in store,
non solo per “fare visibilità”.

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